…L’obiettivo è ambizioso ma profondamente umano: aiutare i partecipanti a riconoscere e valorizzare la propria voce, la propria immagine, il proprio vissuto. Attraverso la realizzazione di video, cortometraggi, interviste e racconti personali, i ragazzi imparano a stare davanti e dietro la macchina da presa, scoprendo strumenti narrativi, tecniche di ripresa, linguaggi espressivi e digitali.
Ma Cortocircuito Inclusivo non è solo un laboratorio tecnico. È un luogo dove si costruisce fiducia, si alimenta l’autostima e si promuove l’autonomia comunicativa. I partecipanti imparano a raccontarsi in modo consapevole e disinvolto, sia nel linguaggio audiovisivo che attraverso i principali social media, sviluppando uno sguardo critico e responsabile verso i contenuti che producono e condividono.
Il “cortocircuito” non è un errore: è lo scatto improvviso, il cambiamento di prospettiva, l’incontro tra creatività e identità, tra strumenti digitali e percorsi di inclusione reale.
Un progetto dove la disabilità non è un limite, ma un punto di partenza per generare nuove narrazioni, nuove connessioni, nuove possibilità.per il corto circuito usare la foto se possibile…

